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Tre domande da porre quando si integrano tecnologie ECG nella propria struttura sanitaria

Due medici parlano; una delle due tiene in mano un iPad.

Quando si tratta di scegliere un elettrocardiografo, molte strutture si accontentano di dispositivi "abbastanza buoni". Il problema è che tecnologie ECG di qualità "abbastanza buona" non sono sufficienti per affidarvi la salute cardiaca dei pazienti. In genere l'ECG è il primo test che i medici utilizzano per valutare i sintomi cardiaci riferiti dai pazienti. Per questo motivo, gli ECG sono tra gli esami più importanti che si eseguono ogni giorno.

Quando è stata l'ultima volta che avete pensato al modo migliore di implementare, gestire e collegare i vostri ECG? Se è passato del tempo, di seguito trovate alcune domande per ripensare a questo argomento in modo efficace.

1. AVETE APPLICATO LE NORME DI BASE?

Se quando eseguite ECG trascurate le norme di base per un esame corretto, anche le interpretazioni, le diagnosi e i piani terapeutici che ne conseguono potrebbero risentirne. Non dimenticate mai le basi, per esempio: 

  • Preparazione e posizionamento corretti: spesso, se di fretta, ai medici può capitare di eseguire in maniera sbrigativa o sottovalutare questi passaggi essenziali. Una buona preparazione prevede:
    • Rimozione dei peli per migliorare il contatto degli elettrodi
    • Rimozione di lozioni, polveri e oli, che possono creare una pellicola sulla pelle
    • Asciugatura della pelle per una migliore adesione degli elettrodi
    • Abrasione della pelle per rimuoverne le cellule morte, non idonee alla conduzione

Valer la pena di dedicare qualche istante in più a garantire che il personale adotti le migliori pratiche in modo da fare fronte a queste fonti evitabili di artefatti. In questo modo è possibile ottenere risultati migliori dal primo esame, riducendo quindi la necessità di ripeterlo.

  • Impostazioni del dispositivo: le impostazioni di configurazione e le funzionalità del dispositivo possono causare una distorsione dei dati dell'ECG. Nella peggiore delle ipotesi, possono persino rimuovere i dati delle forme d'onda originali da interpretare. Ad esempio:
    • Filtraggio: verificate che i dispositivi ECG abbiano le dotazioni e impostazioni necessarie a soddisfare le linee guida ACC, AHA e HRS per pazienti adulti e pediatrici¹ per limitare il filtraggio dell'ECG e mostrare le impostazioni sul report.
    • Riconoscimento del pacemaker: la stimolazione elettrica del pacemaker si verifica per periodi di tempo molto brevi. Alcuni dispositivi sono meglio attrezzati per farvi fronte rispetto ad altri. Controllate i vostri dispositivi o chiedete al produttore:
      • L'elettrocardiografo modifica gli spike originali del pacemaker o introduce informazioni non originali sulle forme d'onda?
      • La responsabilità dell'inserimento della presenza del pacemaker è a carico dell'utente e, in tal caso, in che modo ciò influisce sulla visualizzazione e sull'interpretazione?

2. QUALI DATI VANNO INSERITI IN CIASCUN SISTEMA? 

La connettività non è una soluzione universale. Una struttura sanitaria che utilizza una tecnologia ECG collegata alla cartella clinica elettronica (EMR) può presentare un flusso di lavoro molto diverso da una struttura che invece non se ne avvale. Che si stampino copie cartacee, si producano PDF o si disponga di un'integrazione completa con il sistema EMR, di seguito sono riportati alcuni metodi per individuare il flusso di lavoro più adatto alle proprie esigenze:

  • Riunire personale clinico, informatico e parti interessate di altro tipo. Come si compone il flusso di lavoro desiderato dai medici? Dal punto di vista informatico, quali sono le maggiori difficoltà nella condivisione sicura dei dati? Secondo il responsabile dell'ufficio, qual è la principale lacuna del dispositivo/processo attualmente in uso? Delineare in maniera precisa tutte queste informazioni con anticipo è importante non solo per poter rivolgere al fornitore le domande giuste, ma anche per stabilire quali compromessi il gruppo è o non è disposto ad accettare. 
  • Definire chiaramente chi usa il dispositivo e per quale scopo. Forse gli assistenti hanno bisogno di poter condurre gli esami, ma i diritti di modifica dei dati nel sistema EMR devono essere riservati ai medici. Accertatevi di prendere in considerazione ogni membro del team, in modo che il nuovo sistema gestisca i diritti degli utenti in maniera sicura e appropriata.
  • Sollevare i problemi di sicurezza informatica in maniera frequente e con anticipo. La struttura sanitaria deve poter garantire la sicurezza dei dispositivi nella rete in base alle esigenze specifiche. Chiedete al fornitore quali metodi di crittografia vengono utilizzati per proteggere le informazioni sanitarie dei pazienti e se la soluzione supporta le politiche di sicurezza vigenti per quanto riguarda igiene informatica, scansioni, aggiornamenti e patch.
  • Contare i clic. (I medici ve ne saranno grati.) Per quanto l'integrazione con il sistema EMR possa essere utile, spesso per i medici si traduce in flussi di lavoro più lunghi e complessi. Contate i clic che i medici devono fare allo stato attuale e verificate che, con la nuova soluzione, questo numero si riduca. In caso contrario, gli utenti potrebbero iniziare a ricorrere a espedienti o, nel peggiore dei casi, rifiutarsi completamente di usare il nuovo servizio.
tecnico con un paziente

3. E SE...? 

Per la maggior parte delle strutture sanitarie, la connettività con la cartella clinica elettronica è imprescindibile quando si valuta una nuova tecnologia ECG. Una maggiore integrazione con il sistema EMR non è però sempre la scelta migliore per tutti. Ponendovi alcune domande su cosa potrebbe succedere in determinati casi, sarete in grado di scegliere la soluzione giusta con una maggiore accuratezza. Ad esempio:

  • Se gli ECG vengono avviati direttamente dal sistema EMR, cosa succede quando il server è inattivo per manutenzione? Assicuratevi che esista un flusso di lavoro di backup non interamente basato sul sistema EMR.
  • Cosa fare quando serve assistenza per il software dell'ECG? Quale fornitore va contattato? Anche se l'applicazione dell'ECG viene avviata tramite il sistema EMR, il fornitore di quest'ultimo non è necessariamente la persona giusta da contattare per ricevere assistenza per l'ECG.
  • Cosa fare se è necessario un ECG di emergenza? Se prima di iniziare l'esame è necessario individuare il paziente all'interno del sistema EMR, l'ECG di emergenza non è poi tanto di emergenza. Esiste un'opzione che consente di eseguire il test saltando questo passaggio in situazioni urgenti?
  • Cosa fare quando serve un aggiornamento del software? Se il software è completamente integrato nel sistema EMR, gli aggiornamenti dell'ECG vengono implementati solo quando si aggiorna l'EMR? Collaborate con fornitore e reparto IT per definire la programmazione ideale.

 

Punto chiaveil percorso di connettività scelto non deve obbligare gli utenti a seguire sempre e solo un unico flusso di lavoro.

La selezione dei dispositivi ECG in genere non è mai la parte più entusiasmante del lavoro. Un elettrocardiografo accurato e che garantisca un'elevata qualità diagnostica potrebbe però salvare la vita di un paziente. Non affidate la salute cardiaca dei vostri pazienti a tecnologie ECG "abbastanza buone". Tenendo presenti le nozioni di base, individuando il flusso di lavoro migliore e ponendo le domande giuste, potete intraprendere il percorso verso la migliore decisione per pazienti e medici.

Volete saperne di più sull'integrazione degli ECG nella vostra struttura sanitaria? Non dimenticate di consultare la nostra utile infografica per scoprire perché le tecnologie ECG di qualità "abbastanza buona" non sono sufficienti per affidarvi la salute cardiaca dei pazienti.

Bibliografia

1. Kligfield, et al. Recommendations for the Standardization and Interpretation of the Electrocardiogram Part I: The Electrocardiogram and Its Technology. An AHA/ACC/HRS Scientific Statement. Circulation. 2007;115:1306-1324